Il cd edito dall’etichetta Da Vinci Editions nel 2024 con l’integrale delle 8 Suites per Clavicembalo di Haendel interpretate da Roberto Loreggian è un lavoro davvero di rilievo. La delicatezza, la precisione ed allo stesso tempo la fantasia interpretativa con cui Loreggian si accosta ad Haendel donandogli le sue caratteristiche legate alle esecuzioni storiche, lo rende vivace ed originale. La freschezza presentata con carattere di improvvisazione come più rilevante prerogativa non viene dimenticata, lasciando spazio ad una realizzazione di ornamentazione che conserva stile e raffinatezza. Le Suites di Haendel, così differenti tra loro per forma e caratteristiche, vengono interpretate con disinvolta chiarezza e con una intensa luminosità. In brani come la Prima Suite in la maggiore si percepisce una visione deliziosamente barocca, che trasporta l’ascoltatore dallo stile dal più ampio respiro, come nel Preludio, ad un rigore rivestito di leggera luminosità come nella Giga. La Seconda Suite in Fa maggiore è un vero gioiello: la raffinatezza predomina sin dall’espressivo Adagio iniziale per poi presentare aspetti di delicato virtuosismo nei tempi più brillanti, è in brani come questo che spicca sia la profonda conoscenza di Loreggian riguardo la prassi esecutiva barocca, riportata ad uno splendore composto, che articolazioni e fraseggi capaci di esaltare ogni dettaglio con competente visione. La bellezza di questo lavoro discografico sta nel saper presentare ciascuna delle Suites come un mondo a sé stante, riuscendo a trovare una coerenza profonda nel contrasto netto tra le distese sonore più solari e la vena malinconica che fa capolino in Suite come quella in Re minore. Particolarmente curata l’Aria con il Double, in cui ogni sezione diventa un vero e proprio dipinto: sembra di trovarsi davanti ad una distesa di immagini in cui il tema fa capolino con fantasiosa delicatezza. La ricerca sull’armoniosità, con grande coerenza stilistica, è indubbiamente una caratteristica che riesce a rendere particolarmente esemplificativi brani come il Preludio dalla Suite in mi maggiore HWV 430. Con Loreggian l’ascoltatore è immediatamente catapultato nel Barocco, nella sua essenza più vera, presentata senza maschere o artifizi dove tutto è estremamente misurato. La capacità di ornamentare con modo elegante riesce ad arricchire in ciascun brano l’articolarsi della forma e ne è prova l’Ouverture in stile francese della Suite in sol minore: Loreggian apre le porte ad un mondo in cui ogni danza prende vita in modo fantastico ed autonomo per poi trovare nella celebre Passacaglia finale un momento di alta definizione non solo del principio di variazione ma anche di reale coerenza con tutta la composizione. La conclusiva Suite in fa minore rappresenta ancora una volta un aspetto malinconico in cui Loreggian anima con virtuosismo i passaggi più brillanti e riesce a riservare momenti di formidabile equilibrio nella visione globale della tessitura musicale.

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